LA CORTE DEGLI SMERALDI
Allo scoccare della mezzanotte le nostre risate vengono inspirate dal fiato delle colline buie. Le schiene della terra si gonfiano intorno e sotto di noi. Tutto tace mentre a grandi falcate prendiamo la rincorsa. La pianta dei piedi diventa forte come zoccoletti fessi, caprini, che staccano verso l'alto con un salto. Poi, io e la Piccola Regina Bianca piombiamo in acqua, davanti agli occhi divertiti della Corte degli Smeraldi intenta a cancellare dal ricordo delle cose e delle persone la nostra presenza. Un attimo ancora di quiete e poi mi aggrappo al cielo. Sollevato dalla luce, dal dolce vino e dalle parole che poco prima mi sono state dedicate. Goccia su goccia sedimentano in me con affetto.
'Oscuri lampi e rumori muti
empiono i giorni di Colui-che-fu-Re
subìto lo scacco ora è in cerca di sé
tra selve di dubbi e umori irsuti.
D'intrecci, fate e di mondi creatore,
lingua d'ithildin, sapiente profeta,
voglian le stelle che giunto alla meta
torni di Felsina il Bianco Signore'
Oz. Il mio Generale, a capo delle Guardie, Maestro e Protettore delle Cerimonie. A te va quel sorriso, che sott'acqua non potrò mai dimenticare.